Alla scoperta dei migliori latticini e formaggi abruzzesi

I formaggi abruzzesi sono famosi soprattutto per la lunga tradizione degli allevamenti ovini che caratterizza tutta la regione e conservano il sapore della storica transumanza.

Alla scoperta dei migliori formaggi abruzzesi

Nella terra dei famosi arrosticini, dello zafferano e dei confetti, provengono anche dei capolavori caseari che sono in grado di stupire anche il più scettico dei montanari lombardi. I formaggi abruzzesi sono così buoni perché gli animali pascolano a lungo nelle grandi distese verdi sparse tra le altissime montagne che caratterizzano questa regione. Sono così squisiti perché le lunghe tradizioni pastorali hanno dato i loro frutti, nel corso dei secoli.

I migliori formaggi abruzzesi

Impossibile nominarli tutti, i formaggi abruzzesi sono tantissimi e girovagando per i piccoli borghi di montagna puoi scoprire ogni giorno nuove perle casearie nascoste. Ci limitiamo quindi a menzionare le produzioni più importanti e sfiziose, consci delle potenzialità che queste terre sono in grado di offrire.

Il pecorino abruzzese

Il pecorino è forse il formaggio abruzzese che, tra tutti i prodotti caseari, è in grado di esprimere tutto il carattere di questa regione. L’Abruzzo vanta infinite varianti di formaggio ovino, e il suo gusto deciso e intenso riporta alla mente le consuetudini e la storia di un antico popolo di transumanti.

Il cacio marcetto

Il cacio marcetto, o pecorino marcetto, è uno dei formaggi abruzzesi più particolari. Si presenta con una pasta molle e umida, deliziosa da spalmare. Deriva da una singolare maturazione che prevede l’ausilio delle mosche, il cui lavoro è quello di depositare le uova tra le crepe della crosta, trasformandolo col tempo in un formaggio spalmabile dal gusto deciso e piccante.

Il pecorino di Farindola

Questo pecorino possiede un ventaglio organolettico unico nel suo genere; l’utilizzo del caglio di maiale dona infatti dei sapori particolari che riescono a stupire e a rimanere nel cuore. Le tradizionali tecniche di preparazione e conservazione contribuiscono a rendere unico e indimenticabile questo pecorino rendendolo uno dei migliori formaggi abruzzesi.

Il pecorino di Atri

Un pecorino rarissimo quello di Atri, in una zona compresa tra Teramo e Pescara, dimora del parco naturale dei Calanchi. Questo pecorino è prodotto ormai quasi esclusivamente in casa e deve il suo gusto singolare soprattutto all’alimentazione degli ovini che pascolano in un’area ricca di biodiversità. È realizzato con latte crudo riscaldato a 36/37° e possiede diverse caratteristiche a seconda della stagionatura. In alcuni casi, dopo una prima conservazione di 30/40 giorni, il pecorino viene immerso in olio d’oliva, che gli conferisce delle caratteristiche uniche e inimitabili.

Il Canestrato di Castel del Monte

Il Canestrato o Incanestrato è un’eccellenza abruzzese che prende il nome dal canestro di giunco che viene utilizzato per la sua conservazione, e a cui deve la caratteristica forma della crosta. È realizzato con latte ovino ed è prodotto principalmente nei borghi del basso aquilano. A Castel del Monte di deve la sua espressione più conosciuta e conserva tutti i sapori tipici che accompagnavano la pratica della transumanza.

La scamorza abruzzese

Tra i formaggi abruzzesi degni di nota c’è la tipica scamorza appassita, che è quasi sprovvista di crosta, dalla pasta compatta e burrosa. Viene definita tale per la scarsa presenza di acqua, ed è a causa di questo che deve il suo sapore unico. Questa variante è nata per la necessità di conservare meglio la scamorza durante il trasporto ed è oggi una delle migliori produzioni casearie abruzzesi. La sua scamorza è diffusa in quasi tutta la regione, ma si distinguono le scamorze abruzzesi di Ovindoli, di Pescocostanzo e di Rivisondoli.

La giuncata abruzzese

La giuncata, o giuncatella, è un antichissimo formaggio abruzzese fresco e delicato realizzato con una miscela di latte ovino e caprino e conservato e pressato in recipienti di giunco, da cui prende il nome. La giuncata è un prodotto caseario morbido e piacevole al palato che va consumato entro pochi giorni dalla sua realizzazione. Viene chiamata anche Sprisciocca a causa della sua caratteristica spremitura all’interno dei contenitori di giunco e può essere realizzata anche con latte vaccino.