Cirò: il vino calabrese che ha battuto tutti sul tempo

Il Cirò è un vino calabrese che racconta una storia lunga più di 200 anni. È uno dei vini più antichi del mondo ed è in grado di domare abilmente anche la più piccante cucina calabrese.

Cirò: il vino calabrese

Il nome Enotria ti dice qualcosa? Con Enotria s’indicava, nell’antichità, la terra del vino, che corrisponde a un vasto territorio in gran parte composto dalla Calabria. Ed è proprio grazie a queste terre generose che l’Italia è diventata famosa per la sua produzione vitivinicola; e Il Cirò è un vino che racconta una storia lunga più di 2000 anni.

Le caratteristiche dei vini Cirò

I vini Cirò, al plurale. Perché Cirò è una zona vinicola tra le più famose d’Italia e sicuramente la più importante in Calabria. Questa zona comprende i comuni di Cirò, Cirò Marina e parte dei comuni di Melissa e Crucoli, tutti nella provincia di Crotone. Le terre del Cirò comprendono paesaggi e suoli diversi: dalle pianure toccate dal mare alle dolci colline dell’alto Mar Jonio, con i versanti coltivati rivolti sia a nord che a sud.

Il Cirò è il primo vino calabrese ad aver ottenuto la il marchio di garanzia DOC nel 1969 ed è realizzato in tante varianti protette da uno specifico disciplinare. I vini Cirò riconosciuti attualmente sono:

  • Cirò bianco
  • Cirò bianco classico
  • Cirò rosato
  • Cirò rosso
    • Cirò rosso superiore
    • Cirò rosso superiore riserva
    • Cirò rosso classico
    • Cirò rosso classico superiore
    • Cirò rosso classico superiore riserva

 

Le coltivazioni del Cirò sono caratterizzate dall’antica tecnica di allevamento ad alberello, tipica delle zone mediterranee. I vitigni utilizzati per la produzione del Cirò sono il Gaglioppo, un’uva autoctona molto resistente alla siccità, e il Greco Bianco.

La storia del Cirò: un vino antichissimo

Cirò

Per scoprire l’origine del Cirò bisogna fare un salto di oltre 2000 anni, fino ad arrivare nell’VIII secolo a.C. sul litorale di Punta Alice, quando alcuni coloni greci fondarono Krimisa, nome derivato probabilmente dalla colonia greca di Cremissa, dove sorgeva un importante tempio dedicato a Bacco (Dionisio, per i greci) nell’attuale Cirò Marina. Ed è proprio da questa devozione a Bacco che possiamo immediatamente capire quali fossero le peculiarità di questa terra.

La storia ci dice che il vino di queste terre, chiamato appunto Krimisa, fosse il vino ufficiale delle olimpiadi e venisse dato in premio agli atleti vincitori. In omaggio alla sua storia, il Cirò venne anche scelto come vino ufficiale alle olimpiadi del Messico del 1968.

Gusto e abbinamenti

Cirò abbinamenti

Nonostante le numerose tipologie di Cirò, il Cirò rosso è il più comune ed è il vero fiore all’occhiello della produzione vinicola del territorio. Il Cirò Rosso ha una colorazione rosso rubino di diverse intensità, con riflessi violacei. Al naso presenta aromi fruttati di prugna e ciliegia, con alcune note speziate che sfumano verso liquirizia e caffè nei Cirò più maturi, considerando la predilezione di questi vini all’affinamento in legno. Il Cirò rosso DOC è un vino con una buona corposità e tannini intensi (ma mai eccessivi), caratteristiche ottenute principalmente dal sole intenso del Crotonese.

Al palato il Cirò è morbido e avvolgente, con una buona sapidità e un sottobosco di spessore con riflessi balsamici persistenti. I tannini si fanno sentire, ma senza rovinare l’armonia del bouquet. Il Cirò rosso è un vino particolarmente versatile e si accompagna a quasi tutte le specialità della cucina calabrese, riuscendo a domare abilmente anche pietanze piccanti e saporite. Gli abbinamenti più classici del Cirò rosso sono sicuramente arrosti, carne alla griglia e tutte le specialità locali a base di selvaggina.