La denominazione di origine protetta e gli altri marchi di qualità

Si sente spesso parlare di denominazione di origine protetta, di sigle e certificazioni, ma cosa vogliono dire esattamente? Facciamo un po’ di chiarezza sulla promozione dei prodotti tipici.

La denominazione di origine protetta e gli altri marchi di qualità

Parlando di prodotti tipi esistono numerose sigle citano tutti come sinonimo di qualità – ed è corretto – ma si conoscono solo a grandi linee.

I DOP, gli STG e gli IGP sono marchi realizzati dall'Unione Europea per salvaguardare la denominazione e la qualità delle produzioni agricole, ma ci sono anche molti altri marchi di carattere nazionale che controllano e attestano l'origine dei prodotti tipici. Ci sono quindi anche i DOC, i DOCG e gli IGT; sono importanti certificazioni che danno una maggiore garanzia sugli innumerevoli beni alimentari italiani e che proteggono l'integrità di tutte quelle denominazioni di carattere locale che rischiano di subire falsificazioni e diventare prede di un commercio molto aggressivo.

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DOP, la denominazione di origine protetta

Il primo marchio di qualità stabilito a livello europeo, DOP significa letteralmente “Denominazione di Origine Protetta” e indica quei prodotti tipici che, a causa di fattori geografici (clima e ambiente) e umani (tecniche agricole tradizionali e artigianalità), non possono essere realizzati fuori da una specifica area geografica.

IGP, l'indicazione geografica protetta

Con IGP s'intende “Indicazione Geografica Protetta” e si riconosce a quei prodotti locali la cui qualità o reputazione è attribuita a un determinato luogo, dove avviene almeno una delle loro fasi di lavorazione e da dove proviene almeno una delle materie prime con cui sono realizzati. A differenza del marchio DOP, non tutte le fasi di lavorazione devono essere svolte nella stessa zona e non tutte le materie prime devono essere originarie di quel luogo.

STG, la specialità tradizionale garantita

La “Specialità Tradizionale Garantita” è un marchio di promozione che viene assegnato a quegli alimenti che vengono realizzati con metodi e composizioni tradizionali, ma la cui produzione non sia esclusiva di quel luogo. È un marchio che salvaguarda le ricette e i metodi di produzione artigianale, laddove una determinata preparazione sia molto diffusa, per esempio, ma la cui preparazione sia tipica e tradizionale di una zona geografica specifica. Non a caso, le uniche STG italiane sono la pizza napoletana e la mozzarella.

DOC, la denominazione di origine controllata

Dal 2010, quando è entrata in vigore la Nuova Organizzazione Comune del Mercato Europeo, ci sono state delle modifiche riguardanti la classificazione dei prodotti vinicoli. Sì, perché DOC, ovvero la “Denominazione di Origine Controllata” è un marchio di qualità italiano specifico per le specialità vinicole. Quindi indica non solo che il prodotto è legato al mercato enologico, ma che è anche tipico italiano. E come la denominazione DOP attesta sia la provenienza delle materie prime, sia la tradizionalità delle tecniche di produzione legate a uno specifico territorio.

DOCG, la denominazione di origine controllata e garantita

La “Denominazione di Origine Controllata e Garantita” è un altro marchio di qualità italiano che attesta le produzioni vinicole di pregio che sono certificate DOC da almeno 5 anni. Per ottenere questo riconoscimento un vino dev'essere sottoposto a rigidi controlli da parte di una speciale commissione che verifica, sia in fase di produzione, sia d'imbottigliamento, il superamento dei requisiti previsti dal disciplinare.

IGT, l'indicazione geografica tipica

L'”Indicazione Geografica Tipica” è un certificato che attesta la provenienza di una specialità vinicola da una particolare area geografica, senza la necessità di menzionare i vitigni utilizzati. Il vino in questione deve però essere composto almeno all'85% da uve raccolte in quella specifica regione.

PAT, i prodotti agroalimentari tradizionali

Si indicano con la sigla PAT quei prodotti agroalimentari le cui tecniche produttive, di conservazione e stagionatura sono tipiche di un determinato ambiente e protratte nel tempo per almeno 25 anni. Indica un certo pregio, ovviamente, ma per molti 25 anni sono troppo pochi per poter considerare un prodotto strettamente legato alla tradizione. Inoltre, questa identificazione è affidata alle regioni, che in merito non hanno funzione normativa e di fatto le aziende non sono obbligate a seguirne le indicazioni per definire PAT un proprio prodotto. I PAT non sono avvalorati da esami scientifici, ma sono ugualmente importanti come elemento di monitoraggio delle produzioni agricole territoriali.

DECO, la denominazione comunale di origine

Il marchio di qualità De.Co., la Denominazione Comunale di Origine può essere adottato dai singoli comuni per indicare l'appartenenza di un determinato prodotto, permettendo alle piccole comunità di salvaguardare l'originalità delle proprie produzioni. Questo marchio nasce da un'intuizione di Luigi Veronelli, famoso gastronomo e giornalista autore di diverse battaglie sulla difesa delle diversità locali nelle produzioni enogastronomiche.