Cosa sono le mele della Val di Non e perché sono così buone

La mela della Val di Non è la più famosa in Italia. È un prodotto d'eccellenza di questa valle in provincia di Trento.

Cosa sono le mele della Val di Non

La mela della Val di Non è la più famosa in Italia. Anche nota come Melinda, con riferimento al consorzio cooperativo che la coltiva e la distribuisce, è un prodotto d'eccellenza di questa valle in provincia di Trento.

Mele della Val di Non:

Caratteristiche delle mele della Val di Non

La Melinda è caratterizzata da un'inconfondibile aroma e una pasta croccante e gustosa. Si distinguono alcune varianti di questo frutto:

  • la varietà Golden Delicious e la Red Delicious presentano una forma oblunga troncoconica,
  • mentre la Renetta Canada è troncoconica o appiattita.

La Golden Delicious sfuma dal colore verde a quello giallo, ha un gusto dolce acidulo e una polpa succosa e croccante. La Red Delicious, come suggerisce il nome, è caratterizzata da un accattivante colore rosso, che ricorda la mela di Biancaneve e, oltre ad avere una polpa più pastosa, il suo gusto è prevalentemente dolciastro.

Anche la Renetta Canada è giallo verdastra, sfumatura che varia in base al periodo in cui si consuma, ha una buccia spessa e rugosa, che presenta caratteristiche chiazze rosse, e la polpa, che in un frutto precocemente raccolto è croccante e piuttosto acidula, diviene dolce e pastosa con la piena maturazione.

Per una conservazione ottimale è consigliabile mantenere le mele della Val di Non al fresco, tuttavia la temperatura ambiente, recuperata 4-5 giorni prima del consumo, riporta il prodotto nella condizione ottimale per soddisfare ogni palato.

Produzione

Se si pensa al luogo ideale per la frutticoltura, la Val di Non ha tutte le caratteristiche tipiche e necessarie per rendere al meglio: si trova ad un'altitudine compresa tra i 450 e i 900 m., si avvale di un terreno particolarmente fertile e di una esposizione al sole ideale, inoltre l'irrigazione è sempre garantita dalla presenza di bacini naturali ricchi di acque.

  • I meleti di questo tipo vengono coltivati col metodo a Pieno Vento o a Fusetto. Il terreno viene inerbito tra le file degli alberi da frutto durante tutta la vita produttiva dell'impianto, e l'erba viene falciata in primavera e in estate.
  • La potatura avviene, rigorosamente a mano, nel periodo di riposo della pianta e in questa fase vengono effettuati interventi di diradamento, volti a ottenere una produzione della massima qualità, attraverso il controllo del carico produttivo.

Altra nota distintiva della coltivazione della mela della Val di non risiede nelle caratteristiche morfologiche del territorio che la ospita che, avvalendosi di una concentrazione importante di magnesio, è in grado ti conferire a questi frutti una qualità organolettica elevata.

Val di Non

Origini

La storia di questo prodotto risale a tempi molto antichi. La stessa toponomastica ne è testimone: Malè, località di queste valli, trova le origini del nome nel termine latino maletum, ovvero posto delle mele. Inoltre è giunta ai nostri giorni una lettera, risalente al 1739, il cui oggetto è la richiesta di pomi rosmarini, pervenuta dalla corte di Vienne a una nobile famiglia locale che li coltivava: fin da allora, evidentemente, questi frutti erano richiestissimi sulle tavole delle famiglie più agiate dell'impero asburgico.

A partire dalle 1800 in avanti le fonti si susseguono, e già nella metà del secolo sì annoverano numerosi riconoscimenti e premi di qualità, rilasciati dalle Esposizioni Internazionali dell'epoca, ai frutticoltori locali. Ci sono poi svariate testimonianze artistico-pittoriche risalenti al periodo rinascimentale, che confermano l'importanza di questo frutto nella zona di produzione e perfino locali forme poetiche dialettali, hanno come oggetto la mela, calata nel contesto territoriale.

La varietà Renetta era la più coltivata fino a tutto L'Ottocento; attualmente è stata soppiantata in buona parte dalla Golden delicious. I primi consorzi cooperativi dei coltivatori di mele risalgono agli inizi del 900, fino a giungere, nel 1989, alla riunione sotto l'unico consorzio Melinda, con sede a Cles, in provincia di Trento. Si tratta del primo prodotto a cui L'Unione Europea ha conferito il marchio DOP per la produzione della mela. Questo attestato di riconoscimento, spetta ai frutti coltivati in una ben definita area della provincia di Trento, laddove vengano rispettate particolari norme relative anche a raccolta e confezionamento, garantendo la salvaguardia dell'ambiente ma anche ben definiti parametri di qualità.

La mela della Val di non è un frutto davvero versatile, che oltre a essere consumato e gustato fresco si abbina perfettamente nella preparazione di carni suine e cacciagione ma arricchisce deliziosamente anche sfiziosissimi antipasti, insalate e bevande dissetanti. La Renetta poi, è la mela ideale per preparare frittelle, strudel o la classica torta, magari con una spolverata di cannella che ne esalta il sapore.